Ho dato un bacio. Dolce. Ho dato un bacio, inaspettatamente. Gli occhi si sono chiusi ed io ho azzardato. Dopo moltissimo tempo ho sentito un'emozione. Per dormire poi sonni agitati. Visioni notturne mi hanno condotto in nuovi mondi. Per poi ancora svegliarmi, e svegliarmi, e svegliarmi. All'infinito. Rendermi conto che era solo un sogno. Ma accorgermi, pochi secondi dopo, che quella notte avevo dato un bacio vero. Alla persona sbagliata. Ma che più sbagliata non si può. Quelle persone che ti fanno pensare quanto tutto sia una merda. Quelle persone che dici "schifo" e poi ancora "schifo" a random. Eppure ho dato il bacio più soffice dell'ultimo periodo. Quello da assenza momentanea. Dura un attimo ma ti pare di sprofondarci dentro. Sentivo l'odore, dice Carmen Consoli. Mentre sprofondavi tra le sue labbra. Ma c'è forse un rimedio all'incoscienza? Qualcosa che fermi l'essere umano dallo sbagliare? Perchè errare è così affascinante? Lui è l'uomo da evitare. Colui che ti guarda come se tu fossi animale da macello. Lui con una mannaia in mano. Pronto a fare di te carne morta. Tu, come mille altre. Lui che, con te o senza di te, continuerebbe a sfasciare la sua vita. Perchè? E' un uomo. Queste le parole. La giustificazione della propria condotta. Io sono immorale. Io non amo realmente. E dall'altra parte c'è qualcuno che crede di aver costruito un futuro, una famiglia. Solide aspettative. E allora perchè sei qui? Perchè sono un uomo. Avrei dovuto correre il più lontano possibile dalla feccia che mi stava a fianco. Avrei dovuto vomitare insulti. Avrei dovuto ridere fino a spaccarmi la mascella. E poi andarmene. Invece sono rimasta. Inchiodata. Ho realizzato la pochezza del suo cervello. Ma sono rimasta. Cos'avevo di fronte a me? Un involucro. Niente altro. Piacevole, forse, ma nulla di più di questo. Così, sotto il portone, un bacio galeotto. Quei baci sporchi, che non andrebbero mai dati. Ed è partito da me. E' stato cercato disperatamente. Ho lasciato sulle sue labbra la purezza del mio desiderio. Mentre io mi sono portata a casa solo saliva infetta. E stanotte non è tornato. Ho atteso per poi spogliarmi e gettarmi sul mio letto, crollando. Ho dormito. Non ho pensato. Lo rivedrò, sicuramente. Nelle mie attuali abitudini. Perchè è lì che l'ho conosciuto. E cosa dovrei mai pensare? O dire? Cosa dovrei aspettarmi? Da chi motiva i suoi errori con la più banale delle risposte.
Sto per partire. Ho un treno che mi attende per andare a Torino. Per un set fotografico in esterna. Spero vada tutto bene, questo è ciò che mi da reali emozioni, che mi riempie dentro. Che non mi fa sentire, poi, così. E rivedrò Ale. Questo mi fa sentire sollevata. Mi fa sorridere. Non che la vicenda di stanotte mi abbia tolto la voglia di farlo, sia chiaro. Non sono totalmente scema. La mia valigia è aperta e mezza piena. La guardo e penso a quante volte l'ho usata. E a quante poche la sto usando ora. Viaggi. Ho voglia di andare via. Di allontanarmi per un pò. A giugno avrò una settimana di ferie. Dove andare? E' tutto da vedere. Sto pensando davvero che non me ne fotte più niente di niente. Tutto ciò che di bello mi può capitare devo coglierlo. Penso troppo, a volte. E ora voglio smettere, un pò come quando decidi che quella che stai fumando sarà l'ultima sigaretta. E getti via il mozzicone quasi pentendoti di averlo detto. Poi però ce la fai. Almeno, per un pò. Per questo voglio andare via. E chi se ne frega se non riesco a dormire bene? Ascolto la musica, ora. Non lo facevo da tantissimo tempo. E canto sottovoce. Parole di qualcun'altro ma che fai tue. Testi che ti appartengono, in qualche modo. Saranno la mia colonna sonora per Torino e per chissà quale altra meta. Devo? Ho bisogno di qualcuno che, da dentro, mi dica "si, devi". Una vocina. La mia maledetta coscienza. Vorrei essere incosciente. Vorrei continuare a sbagliare. Assaggiare ma non nutrirmi mai. Non so per quanto, ma ora ho bisogno di questo. Di alzarmi e dire "che cazzo me ne frega?". Oddio che bella frase! Mi riempie la bocca (ed il cuore). Ridere, e basta. Come stanotte. Sentire le lenzuola avvolgerti e pensare "non mi interessa niente". E dormire. Forse pure meglio del solito. Che Torino mi attende per lavorare, per produrre. Per sentirmi davvero completa, per qualche giorno.
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E poi tornerò alla mia vita di sempre. Dove anche quel personaggio apparirà. E ci guarderemo. Non ho idea di cosa mi dirà, se mai mi dirà qualcosa. Ma la mia risposta sarà un sorriso e un "ma che problema c'è?". Semplicemente mi hai salvata. Non sei realmente entrato nella mia vita, questo è sicuro. I Muse mi fanno da sottofondo da due giorni. Una canzone che mi allieta, rilassa la mia mente. E riesco quasi ad apprezzare ogni suono, dalla voce agli strumenti. L'aria che volteggia su queste note. E' bello. Questo sole che troneggia su Milano, questo caldo che accarezza la pelle. Ed io che indosso occhiali da sole. Che trascino una valigia. E' questo che mi serve. Allora dove vado a Giugno? Dove scappo a rifugiarmi? Quale sarà la persona che mi farà ridere. Quante persone lo faranno? Chi mi abbraccerà quando tornerò a casa? A chi dirò "alla prossima" sapendo che non ci sarà nessun'altra occasione. Persone che non rivedrai. Questo voglio. Perdermi e non tornare indietro. Riprendere la strada corretta e fingere di dimenticare. Perchè dentro di me non c'è più spazio per realtà. Solo frammenti di vita. Che non si congiungeranno mai a formare un disegno. Ma che faranno parte, comunque, del mio percorso. Sbagliato. Si. Ma non mi importa più. Io devo sbagliare. Sono sempre stata fin troppo protetta da me stessa. La ragione non mi ha mai portato a nulla, l'amore non mi ha mai portato a nulla. Voglio canzoni stonate e niente altro. Sdraiarmi sotto un altro cielo e smarrirmi. Voglio dare altri baci immorali, sbagliati, inutili. Corro a più non posso, vorrei piangere ma non ce la faccio. Non ci riesco da mesi. Sono lacrime sulle ciglia ma che si sono solidificate. Come ghiaccio. Perchè ho dato un bacio che sapeva di veleno. E mi è piaciuto.
Oggi c'è il sole. Dopo giorni di pioggia finalmente un pò di primavera... perchè cazzo! E' primavera! E chi se la ricordava ultimamente? Si usciva di casa con la sciarpa e l'ombrello, con tutto tranne la voglia di fare qualcosa. Starsene spaparanzati a letto era il massimo sport concesso. Oggi invece sono andata a lavorare con altro spirito. Sorridente ed entusiasta. Ma si sa, come tutte le persone affette da bipolarità alterno momenti come questo ad altri decisamente diversi. Ma non tediamoci con le solite pappardelle sulla mia "depressione" latente. Che dire degli ultimi periodi? Che novità nella vita di Miz? Bah, direi nessuna. Tutto ciò che mi accade è sempre la stessa minestra, riscaldata, ma pur sempre la stessa. E che due palle! Domani mi iscrivo in palestra e spero davvero di darmi una movimentata, perchè così sembro un ferro da stiro, sempre piatto. Se poi, tra un esercizio e l'altro, ci scappa pure il maschione... mica dico di no eh? Sto diventando anoressica di contatto fisico e non va bene. Dunque oggi sole, sono a casa perchè ho fatto il turno del pomeriggio presto e non sono stata in giro in quanto devo fare il back up del pc. Eh si, ho comprato quello nuovo e dovrebbe arrivarmi domani, se tutto va bene. In ogni caso ho tantissime cose da salvare, di conseguenza non lo collegherei subito. Ho deciso di comprarlo nuovo perchè questo ha ormai tre anni e per le cose che ora faccio (fotografie e quant'altro) è davvero limitato. In ogni caso non fa mai male seguire il progresso! Ammetto però che detesto ste cose, mi mettono ansia. Perchè devo fare troppo e non ho mai tutto il tempo che vorrei, inoltre scopro ora che il mio vecchio modem adsl non sarà compatibile con Vista e quindi dovrò spendere altri soldi per prenderne uno nuovo, altrimenti come faccio a navigare? :)
Set fotografico domenica e cosa dire? Ci voleva! Era da molto che non ne facevo e mi ha aiutato, mi sono rilassata molto e divertita, soprattutto. Ogni volta per me è sempre stupendo, torno a casa a pezzi ma soddisfatta. Ho fotografato due ragazze molto diverse come aspetto fisico ma molto compatibili come tipo. Adoro fotografare persone così interessanti, fuori dagli schemi ai quali, tra l'altro, appartengo io. Mi piace immortalare le "diversità", tutto ciò che esula dal mio microcosmo. Perchè sono come opere d'arte, starei ore a rimirarle. Mi piace fare loro domande, capire cosa spinge una persona a fare determinate scelte. Curiosità, tutto qui. Ma sicuramente è una grande cosa conoscere persone così, confrontarsi. E da quando fotografo queste ragazze sto interfacciandomi con un mondo singolare, che mi attira, che mi apre la mente. Spero non passi troppo tempo al prossimo shooting! Avrei voglia anche di assaggiare altro, il tempo mi fa desiderare di uscire dal guscio, provare emozioni diverse. Non necessariamente umane. Ho voglia di gridare, di divertirmi, di ballare. Penso sia normale, no? Eppure cosa mi manca per farlo? Cosa mi limita ora? Boh.. non so rispondermi. Mi manca Ambretta e anche Marti. Sono prese e indaffarate, per motivi diversi, e quindi le vedo molto poco. Mi dispiace, lo confesso. Perchè mi ero quasi abituata ad un rapporto continuativo con Marti anche se, me ne rendo conto, ha tante cosine da sistemare e pochissimo tempo a disposizione. Domenica è venuta con me, nonostante tutto, ad aiutarmi per il set. Come farei senza di lei? Però mi manca per le nostre uscite-aperitivo, anche se sporadiche mi facevano stare bene! E poi, come si spettegola con lei non si fa con nessuna al mondo! Ambra invece o sta male o è in viaggio.. mannaggia a lei. Comincio davvero a sentirmi trascurata. Ma che dire? Niente.. non è colpa di nessuno in fondo.. ma recupereremo, ne sono più che certa!
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Che altro dire? Altre delusioni, a palla proprio. Una dietro l'altra. Non che siano di densa importanza, sia chiaro.. ma abbastanza per rendermi conto che sono attualmente circondata da un mondo superficiale. Mi domando dove sia stata io in tutto sto periodo? Alienata? Ci sta! Perchè solo ora mi accorgo della mediocrità umana. Ragazzi che sparano paroloni più grandi di loro e poi storcono il naso quando pensi che sia un tantino incoerente, come atteggiamento, se poi.. si sa.. ai fatti.. ma a parte questo, ragazzi che soprattutto vivono di sé. Del loro smisurato ego. Eh siamo belli, va bene, ma pensate basti? Fatemi la cortesia. A me giri sul dito un paio di giorni (e sono pure tanti), poi ti inquadro e ti mando a fare in culo. Ma lo faccio per me stessa, non per superiorità o altro. Io non mi limito alla superficie. Io ambisco ad altro. E se ciò che vuoi darmi è un simpatico giro di giostra... ben venga, ma che tu abbia anche sale in zucca, altrimenti raus! Non chiedo contratti scritti quando conosco qualcuno di interessante. Ma almeno un minimo di maturità, di coerenza. Io non sono una coglionazza carina e scema. Io ho diversi valori e per quelli vivo ogni giorno. Se poi voglio nutrirmi, per un pò, di involucri sgargianti, va bene... ma non pensiate di potermi tenere in pugno più di tanto. E soprattutto io perdo tempo due volte massimo, poi smetto. Per il resto che aggiungere? Scopro invece qua e la anche persone interessanti, nel mucchio. E sicuramente persone (guarda caso donne) che vorrò conoscere meglio e magari collaborare. In fondo si vive anche di questo. Direi soprattutto di questo, data la scarsa scelta di migliori soluzioni! Per questo motivo mi fermo qua, potrei andare avanti ore a scriverne, perchè ahimè in questo periodo i coglioni spuntano come funghi!
N.b. ne approfitto per segnalare a tutti questo sito:www.riccardobellani.it
Aiutiamo questo bambino... possiamo fare molto con molto poco, grazie.
Introspettivo. Si può definire un blog in questo modo? Qualcuno dice di no. Ma è vero che l'introspezione altro non è che la ricerca di se stessi, dentro, in fondo. E questo ho sempre fatto, forse sbagliando. Perchè anche in superficie potevo accorgermi di molte cose. Non sempre tutto risiede nello stomaco. A volte basta guardare intorno a me per vedere come sta andando la marea. Alta? Bassa? Non ne ho la più pallida idea. La mia vita scorre come su un binario, lenta, poi rapida, poi ancora lenta. E ho smesso di domandarmi un sacco di cazzate. Basta! Non ho più voglia di capire. Ho solo voglia di camminare. Guardare quel che accade, come un pigro spettatore. E poi interagire, se possibile. Intervenire. Come una comparsa. Niente di più. Motivo? Perchè così è tutto davvero più semplice. Forse vale la pena essere, alle volte, un pelo più superficiale. Perchè spesso non serve dare di spirito per essere sereni. Ecco che mi trovo qui a dare vita a questo blog. Un tempo popolato, pieno di me. Spesso criticato, commentato, condiviso. Ora piatto come il mio ultimo periodo. Ma che dire? Ci sono davvero molte cose che ho lasciato alle spalle, benché posso non sembrare dall'ultimo post. Ma esistono i ricordi e per me è importante celebrarli, quando occorre. Poi però continuo a viaggiare sul mio cazzo di binario e nessuno mai mi ha fermato. Ho sbattuto la testa più volte, sui muri. Ho cercato risposte, ripetutamente. Ho fatto domande. Ho pianto e riso. Per ritrovarmi, sempre, allo stesso punto. Quindi introspezione un paio di maroni! Il blog perchè? Cosa spinge una persona ad aprirsi? E soprattutto, lo fa realmente? No. Non nel mio caso. Se dovessi dare libero spazio alla mia mente, al mio stomaco... addio! Si salvi chi può! Quel che io racconto di me è la minima parte di ciò che io sono. Ma da oggi voglio viverlo di più. Non devo attendere, per forza, un evento per scrivere. Quel che so fare meglio è questo. Scrivere. Raccontarmi. Anche se non c'è granché da dire. Perchè in fondo ogni giorno è spettacolare a suo modo. E per me questa domenica è iniziata bene. Sono ancora in parziale coma. Nonostante la possibilità di riposare mi sono alzata da poco. Sono tornata relativamente presto, stanotte. Però posso dire di essermi oltremodo divertita. Poteva non accadere in compagnia di Dave? Eh...
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[ I need time, I need space, I need me ]
Sto ascoltando "overprotected" di Britney. Lo so, da uccidermi. Ma non nego che la tizia mi piaccia. Poi pensate quello che vi pare! Sono giorni che la faccio andare a random. E mi ricorda un periodo dove l'ascoltavo a ripetizione. Un periodo simile a questo. Sono in camera mia (ma va??) con la finestra del balcone aperta. La primavera ha bussato ed è entrata. Quella brezza fresca che non fa caldo ma nemmeno freddo. Che ti piace, tutto sommato. E canto. La so a memoria ormai. Sono passati anni dall'ultima volta che l'ascoltai. E mi ributto indietro nei ricordi. Come ieri sera, un giapponese con Dave, Claudio, Ambra e due new entry! I due amici di Dave, Alessandro e Carmelo. Due personcine carine carine, e simpatiche, soprattutto! Cosa per me fondamentale. Mi piace chi sa mettersi in gioco, chi accetta le battute per quelle che sono. Che sanno prendersi in giro, un pò come me. Perchè la vita è più bella se si sorride. Se non si pesa ogni cazzo di cosa (predico bene e razzolo male nevvero?). Durante la cena ho sentito vibrazioni positive da Dave. L'ho visto bene. E ho capito di adorarlo, nonostante tutto. E' incostante, è lunatico, è permaloso, è irascibile, è irrecuperabile, è perennemente arrapato... ma è il mio amore. Sono passati anni e ogni santa volta che usciamo insieme con gente nuova abbiamo un sacco di cose da raccontare. Aneddoti ridicoli e assurdi che non possono che farci lacrimare dalle risate. E così le persone che ci stanno attorno! Per fortuna non ha tirato fuori il repertorio di "aria velenosa" in Croazia, o sarei morta. In compenso mi è stato domandato, a random, se ho mai sforbiciato! Ragazzi... non sto manco a spiegare che vuol dire, chi è acuto ci arriva! Mi accorgo, sempre, con lui, che insieme abbiamo fatto molto e spero con tutto il cuore di farne ancora. Perchè con lui sto bene, quando lui è con me. Mi manca un pò la Miz che sa divertirsi. Che non ha paura della notte quando giunge, che non si spaventa spegnendo la luce di non riuscire a dormire. Di non perdere i sensi per un pò. La mia fondamentale ricarica. Perchè vado a batterie... ormai. Non reggo più niente. Lo dimostra un sakè e un mojito che mi facevano camminare come una zoppa. Colpa anche dei tacchi che da mesi non mettevo più.
"non mettevo i tacchi da un secolo"
"e si vede"
E si va nel locale. Musica a palla. Gente piacevole. E amici con me. Io unica donna. Che delizia! Al bancone si ordina, uno ci prova, io sorrido. Poi? Torno a sedermi e mi godo la serata con loro. Perchè sto bene anche così. All'uscita prendo da mangiare per assorbire l'alcol. E scambio un perfetto sconosciuto per uno di noi. Dopo qualche secondo, guardandolo, mi rendo conto. Si scoppia a ridere. Chiedere "quanto vuoi?" al tizio del forno. E capire che forse non è una puttana. Ridere, di nuovo. Allontanarci mentre mi strafoco come una maiala e intanto penso che se vado avanti così diventerò grassa. Pensare allora che presto mi iscrivo in palestra e tutto si risolve. Perchè è in progetto anche questo. Mi muovo, si, comincio a vivere nella maniera più normale possibile. Però mentre mangio e certo di assimilare la sbronza mi accorgo che intorno a me circola solo fumo. Ma che cazzo penso di realizzare così? Ma non è stato meglio uscire con sta gente, stasera? Che arrampicarmi su uno specchio? Si, decisamente. Per questo digerisco con un rutto la pizza e vaffanculo apatia. Ci si ferma, a cerchio. Ci si guarda. Si parla.
"non fumi?"
"no..."
"cazzo hai la faccia di una che fuma"
"ah si?"
"e non solo sigarette"
"lo facevo da ragazzina"
Capire che il tempo vola.
Ragazzina, che parola di merda. E sono donna. Non lo accetto.
dì ciao alla ragazza che sono
dovrai vedere attraverso la mia prospettiva
ho bisogno di fare sbagli solo per vedere chi sono
e non voglio essere così maledettamente protetta
ci deve essere un altro modo
perchè io credo di perdere chances
cosa faccio con la mia vita
(lo scoprirai non t preoccupare)
come faccio a sapere cos'è giusto?
(devi soltanto farlo a mado tuo)
non posso nascondere come mi sento
ma la mia vita è stata così troppo protetta
Ed ora sono arrivata fin qui. Torno a casa, dunque. Salgo le scale a fatica. Chiave nella toppa. Letto. Crollo. E il risveglio è il sole che penetra nella stanza. Eh si. Ho bisogno di non essere più protetta. Voglio sbagliare, ma sbagliare perchè lo voglio io. Non devo più essere io la marionetta nelle mani di qualcuno. Perchè sta diventando troppo facile credere di poter sognare ancora. Macché! Diamo un taglio alle illusioni. In fondo non serve altro che questo: vivere quel che accade con la giusta prospettiva. Non esiste un modus operandi. Non più per me. Che ho sempre agito come credevo dovessi fare. Perdere il controllo non mi fa schifo. Perchè no, dunque? E Dave mi insegna. Un blog può essere anche solo questo. Alzarsi una mattina, ricordare qualcosa di una serata all'apparenza normale e renderla speciale. Come? Condividendo con chi desidera un'apparente rinascita. Interiore? Bah... st'introspezione c'ha scartavetrato le palle.
dico cosa mi piace
cosa voglio
cosa non voglio
ma ogni volta che lo faccio vengo corretta
cose che ho saputo
non riesco a credere a quello che sento del mondo,
mi accorgo che sono troppo protetta.
Tra mezzora mi preparerò per andare a lavorare, come sempre. Una mezzora è il lasso di tempo che mi concedo per lavarmi, imbellettarmi, cambiarmi e uscire. Di solito ci metto meno di questa mezzora e arrivo al negozio in anticipo. Allora mi siedo, mastico qualcosa, leggo il mio libro e guardo fuori dalla finestra. Il sole che troneggia in questi giorni è un sole caldo, un sole rassicurante. Non mi pesa lavorare quando il cielo è sereno, quando sento il profumo della nuova stagione e si avvicina in me la consapevolezza che presto potrò godermi la mia amata primavera. Quel periodo dell'anno che mi ricarica, mi rigenera. Il mio periodo migliore. Dove si sa, sbocciano anche nuove conoscenze, nuove emozioni. Perchè la primavera porta questo. L'ormone si accende, gli sguardi ammiccano, le passioni tormentano e poi divorano. Non che sia il mio obiettivo, sia chiaro, ma anche solo pensare di potermi riprendere mi fa sorridere, mi fa stare meglio. Osservo il mio bambu e lo vedo fiorire. Tiro la tenda e lascio filtrare la luce, per dargli energia, vita. Lui è come me, segna il tempo in maniera impressionante. Germoglia ora come germoglio io. Oh beh, non sono affatto pronta per niente, per un cazzo proprio. Non mi salta nemmeno lontana l'idea di costruire qualcosa, assolutamente no. L'unica cosa che, settimanalmente, mi prefiggo è: svuotare gli armadi. Vado a rilento perchè ne sistemo uno alla volta, ma sono di un pigro allucinante. Piano piano tutto prende ordine e diventa vivibile. Perchè il caos non si nota se chiuso dentro. E un pò somiglio ai miei armadi, che in primavera vengono rivisti e corretti. Un pò sono io, dentro, a subire le cosidette "pulizie di primavera". Ma quest'anno non so come andrà questo riordino. Mi sento annichilita, alle volte. Da me stessa, da come mi precludo tutto, da come decido che deve andare male. Ma poi mi riprendo e volto pagina, ancora e ancora. Perchè non ho più voglia di pensare. I miei progetti sono solo i servizi fotografici e qualche puntello con le amiche. Non scrivo più sul mio calendario, non ci sono crocette, cuori, stelle. Non ci appiccico adesivi, non segno più nemmeno il peso che puntualmente, di domenica in domenica, oscilla e non si stabilizza mai. Perchè la settimana sgarro e l'altra sto a stecchetto. Non riuscirò mai ad oltrepassare la maledetta soglia del 56. E mi mangio le mani (oltre che la sacher alla quale non ho resistito per due sere di seguito). Dunque tra mezzora mi preparerò. E' tutto fissato in mezzore, ultimamente. La mattina mi sveglio e ci metto mezzora ad alzarmi dal letto. La sera mi corico e ci metto mezzora a prendere sonno (meglio di tempo fa, su questo non ci piove). Devo pranzare o cenare e ci metto mezzora a scegliere cosa mangiare. E le mie giornate si scandiscono così. Di mezzora in mezzora. E so di perdere tempo. Questa mia giornata è iniziata bene. Un risveglio piacevole col sole che mi stramazza sulla faccia. Un caffè forte, una chiacchierata, un pò di "buongiorno" da sconosciuti che puntualmente si ricordano di me. L'idea di andare a lavorare non mi pesa perchè la giornata è dolce e a me piace questo clima. Il pranzo anticipato perchè attacco alle 13 ma avevo fame quindi va bene così. Ma...
C'è sempre un "ma" quando pare che tutto sia ok. Perchè se qualcosa non va per il verso giusto non è vita. A volte considero la mia esistenza piatta e priva di stimoli. Ma sti grandi cazzi! Se non ci sono me li invento io, sempre e comunque. Il più delle volte in negativo, ovviamente. Che posso dire di questa mia confusione mentale? Niente è cambiato da poco tempo fa dove affermavo di non volere storie con nessuno perchè non ho la testa, non ho voglia, ho paura, non mi fido... e bla bla bla. E ancora oggi la penso così. Ma mi sto domandando se è una forzatura o davvero non sono pronta. Che sia io che mi metto in testa di non avere la testa per evitare eventuali delusioni? Ma la vita non è fatta anche di questo? Si ne ho ricevute, tante anche, ma sono state davvero incisive come continuo a credere nell'ultimo periodo? Non so darmi risposta. Dunque posticipo e nel frattempo continuo a dire "non sono pronta" "ho paura" "non ho testa". Quasi un sermone. E quasi mi sto convincendo di essere arida, fredda, cinica, stronza. Così come voglio apparire. Dunque nel bel mezzo di questo cammino tortuoso incontro e scontro gente, li prendo e li allontano. Da me, da tutte queste perplessità che, onestamente, stancano e non portano a nulla. Non è che le persone stanno lì ad aspettare i miei cazzo di comodi! E dopo un pò ci si smarona a sentirmi dire sempre le stesse rindondanti frasi del caiser. E poi? Poi arrivano frasette dolci che ti fanno sorridere. Quel sorrisetto idiota che a volte mi capita di avere (raramente). Ecco quello! Che lì per lì mi ci trastullo che è un piacere. Mi fa sentire vibrazioni orgasmiche. Mi ci adagio e mi sfamo. Poi però mi desto e dico no. Mi incazzo e mi domando se ci sto col cervello. Tipo "Miz ma ci sei? Ma ti sei accorta che non ha senso?". E poi "ma cosa ha realmente senso nella vita?". Scrollata di spalle, come sempre. Però poi mi dispiace che non arrivi un saluto, un sms, una frase buttata lì ma carica di significato. Che poi magari sono effimere illusioni, ma perchè non cibarsi, di tanto in tanto, anche di quelle? Perchè privarsi anche di qualcosa che può darti piacere? La mia razionalità (che fino a poco tempo fa latitava) ha preso il dominio su di me. Non posso farci nulla. Eppure mi dispiace. Pensare che si possano usare per me frasi di seconda mano. Che possa essere una tra le tante. Oppure semplicemente che possa essere il fulmine del momento. Pensieri miei, ovvio. Nessuno mi ha mai confermato questi dubbi. Ma io vivo di dubbi, ultimamente. E non riesco a scrollarmeli di dosso. Il silenzio, anche solo di un giorno, mi mette l'ansia addosso. Poi la scrollo, l'allontano da me e riprendo il controllo. A differenza di tempo fa, dove per giorni, settimane, venivo posseduta da questa sensazione tremenda di soffocamento. Mani al collo. Paura. Ora è tutto cambiato. Non ci metto un cazzo a mettere il punto e a capo. Per quanto io sia, ancora, la mollacciona sensibile di sempre. Dunque attendo, che il tempo mi dia la risposta.
Questo maledetto tempo che scandisce ogni istante della nostra vita.
E la mia? E' una mezzora. Soltanto una brevissima mezzora.
Arriva per tutti il momento dei conti. Il famoso "punto della situazione". Quello reale, però. Non quei sporadici momenti dove gridi al mondo che fa tutto schifo e non hai combinato nulla. Perchè quelli sono all'ordine del giorno, non hanno valenza. Io parlo di quelli seri, dove davvero ti metti le mani nei capelli e ti rendi conto che è volato un anno. E tu? Che hai maturato? Cosa hai costruito in te? Pensi di aver fatto progressi, ma poi... ti senti uguale a prima. Forse con delle consapevolezze in più. Ma il mio "punto della situazione" mi dice che si, sono cambiata, ma non so dire se in meglio o in peggio. Per tantissimi motivi. Se le cose fossero andate in maniera diversa, probabilmente, il mio attuale resoconto sarebbe differente. Ma sta di fatto che ormai è andata così. Non posso assolutamente affermare che va tutto male, perchè direi una bugia in primis, in secondo luogo farei la solita vittima delle circostanze. Però posso dire in completa tranquillità che ora come ora è tutto stabile, niente si muove. Né fuori né dentro di me. Ci sono cose che dovrei prendere con un certo peso e invece le lascio correre come se niente fosse. Ci sono fatti che dovrei vivere in leggerezza e invece mi faccio dei segoni mentali da neuropsichiatria. Per questo dormo male la notte (vicina a parte), per questo sono stanca all'inverosimile e sempre per questo mi ritrovo tra le palle, spesso e volentieri, soggetti poco graditi. Perchè? Beh, precisando che non vale per tutte le persone conosciute in questo periodo, posso dire che ho inciampato in elementi a dir poco bizzarri. Nei comportamenti, soprattutto. Però, nel mio recente "punto della situazione" mi ci sono ficcata dentro io per prima. Risultato? Miz, hai rotto le palle! Sei di un pesante allucinante! Non posso sempre vivere così! Mi sveglio un mattino ed è blu. Mi sveglio quello successivo ed è verde. Un treno, corre, ed investe tutti. Poi però il conducente si volta e piange perchè vorrebbe non averlo fatto. Ma è un secondo. E riparte. Ma il problema più grande quale sarebbe? Che non sa qual è la sua meta.
[ a volte è tanto meglio fare lo spettatore della propria vita ]
Ci sono stati periodi molto più difficili nella mia vita, nel mio passato. Momenti dove davvero credevo di non avere obiettivi, fini, scopi nella vita. E stavo male, davvero male. Dunque in quei momenti maturavo l'idea che l'unico motivo per cui dovessi lottare era un futuro diverso. Un ragazzo e chissà, magari anche una famiglia mia, tutta mia. Ovvio, la mente viaggia e pensavo sempre a tutti quei ricamini che stanno tanto bene, attorno a sto quadretto. Per una donna è tanto normale vedersi in abito da sposa o in una casetta arredata Ikea con il compagno premuroso ed attento (magari che porta anche il cane a fare pipì la mattina mentre tu ancora sonnecchi prima di andare a lavorare). Ma si sa, la parte lucida di noi donne realizza che ci basta pure un quarto di questo spot pubblicitario. E pensarlo ci solleva, ci rende meno tristi. Allora ti dici: questo periodo nero passerà, come sempre. Perchè c'è qualcosa chi mi attende, prima o poi arriva. Ecco. Oggi, a quasi 33 anni, il mio cazzo di "punto della situazione" mi ha fatto urlare a gran voce "ma quale cazzo è il reale obiettivo della mia vita?". E mentre lo facevo, la persona che mi ascoltava, aveva gli occhi annebbati, scuri, tristi. E per la prima volta nella mia vita mi sono sentita appoggiata su un pensiero triste. In senso negativo, ahimè. Mi son detta "forse anche lei pensa che non ho più traguardi da raggiungere" e allora sono caduta. Esiste sempre qualcosa di buono per noi, lo so. Ma sono io, ora, a non desiderarlo. Forse non mi basta più pensarlo. Forse nemmeno averlo, mi gioverebbe. Forse mi crogiolo in questa situazione di merda. Dove tutto è statico, immobile. Qualche labile movimento mi aiuta a far passare un mese o poco più. Poi torno di nuovo qui, seduta al pc, a scrivere le mie "memorie tristi". Potrei farci una commedia in teatro. Ma sarebbe scartata come "troppo banale e quotidiana". Perchè diciamocelo, non sono l'unica messa così. Sarà l'età, saranno le dannate stagioni che si passano il testimone, sarà il ciclo ormonale... sarà quel che sarà, ma la consapevolezza più grande che oggi ho è quella che non mi fido più di nessuno e non mi interessa nemmeno fidarmi.
Quando qualcuno mi domanda "come stai?". A me verrebbe voglia di prenderli, metterli di fronte al grande schermo della mia vita, avvolgere il nastro a poco tempo fa. E mostrare loro perchè non sto bene. Occhio però, non sono i fatti in sé a determinare il mio modo di vivere ora. Ma è sempre la stessa storia, dai! Una volta, poi due, poi ti rompi i coglioni. E dici: ma a me, chi me lo fa fare di spezzarmi il cuore in sto modo? Ma soprattutto, allargare noi stessi così, per dare rifugio... a che serve? Nessuno ci starà vicino per sempre, tranne la nostra famiglia. Nessuno davvero è "eterno". E di questo ne sono sempre stata consapevole. Niente è uguale, tutto si evolve. E sono lucida nel dire che l'evoluzione a volte è necessaria, per rinascere, per stare davvero bene. Il benessere precedente era effimero. Il dolore nel mentre deve servire per il dopo. Ma questo dopo non mi interessa più, almeno per ora. Dunque eccomi nel limbo e da qui non mi schiodo. Lo coloro un pò, ci attacco poster, foto, dipingo colori. Ma alla fine sempre lo stesso posto è, non muta di una virgola. Vorrei poter scrivere che va tutto a meraviglia e da una parte potrei anche farlo: due settimane di ferie (al termine, ormai), amici, relax (???), conoscenze, set fotografici, risate. Ma è dentro di me che si svolge una guerra. Nel mio "punto della situazione" mi sono chiesta "cosa sarebbe successo se certi fatti si fossero svolti in maniera diversa?". La risposta? Si, forse oggi sarei una donna differente. Perchè il tempo è volato. E non mi sono accorta di niente. Se non che davvero non conosci mai nessuno veramente. Nemmeno te stessa. E mi stupisco ogni volta che ho un pensiero diverso dall'ordinario. Io? Ma sono proprio io che penso questo? Ma sono io che mi comporto così? Ma davvero riesco a dire, in serenità "che cazzo me ne frega?". Io? Miz? Naaah! Com'è possibile? E poi, non applicare la stessa teoria del "chissenefrega" anche ad altre questioni più semplici... perchè non ci riesco? Perchè sono in grado di scavalcare sentimenti e persone e non fatti risolvibili? Tutti possono rispondermi sempre la stessa cosa (perchè la domanda, alla fine, è ugualmente la stessa pallosa retorica) ma io oggi sono convinta di non avere alternative, non nell'immediato. Se non quella di non pensarci. Attendere il prossimo "punto della situazione". Ad oggi posso solo chiedermi, come ho già fatto: "per cosa lotto io?". Però per la risposta mi do altro tempo, ho già il cervello in fumo da un pezzo :)
La mia vita è un pò come un libro. Leggi leggi, ti sfami e poi? Poi volti pagina. A volte sono di un ripetitivo allucinante. Dico e ridico le stesse cose e mi nascondo dietro ad un dito. Io qua io là io su io giù. Ma io che cosa? Io che cazzo ho realmente fatto nella mia vita? Egocentrismo al cubo eh? Si, spesso mi capita di fermarmi e mi rendo conto di quanto tutto sia concentrato su di me. Se solo riuscissi ad uscire da me e pensare ad altro, sarei già a metà dell'opera. Ma sono comunque pregna di informazioni piacevoli, interessanti. Dove la gente dice "mi ci rispecchio" ed io mi sento meno sola. Beh, meno sola con le mie paranoie, i miei problemi, le mie angoscie. Tutto sommato sola non lo sono mai stata, realmente parlando. Ho pochi amici, lo ripeto, ma vicini. Ho una famiglia. Ho interessi, un lavoro, corteggiatori (fossero almeno concludenti a volte!). Ma cosa manca davvero a Miz? Non lo saprò mai! Perchè anche quando raggiungo un traguardo, piccolo o grande che sia ai miei occhi, ecco che sento la mancanza di altro. E se non trovo un ramo dove aggrapparmi, sparo la stronzata del fidanzato. Ma poi diciamocelo, a me cosa interessa? Una dimostrazione che so ancora emozionarmi? Boh, non credo a sto punto che sia solo questa la ragione del mio accanimento. Voglio forse cancellare qualcosa dentro di me? Ci sta. Perchè c'è ancora una traccia del passato che mi tormenta. Ogni cosa risulta essere pesante, un fardello. Ogni azione, ogni passo, anche il più banale, a volte è così difficile... ma poi mi rendo conto, perfettamente, dell'ammasso di stronzate che mi ruota nel cervello. Non è più come un tempo. Io non sono più come un tempo, è assodato. Lo vedo quando mi guardo la mattina allo specchio, lo sento nelle frasi che pronuncio, nel suono delle mie stesse risate. Che sono cambiata. In meglio. Ok, non ho tutto quello che vorrei (sempre che esista qualcosa che davvero vorrei) ma dove sta il reale problema? Forse non c'è, non ancora. O forse è la mancanza di problemi a rendermi inquieta, sempre. Sono cose che risolverò andando avanti, accettando me stessa così come sono, confezionata male, imperfetta e piena di inutili paranoie. E continuerò ad accettarmi così, ascoltando una canzone o il mio stesso respiro notturno. Intervallato da ansie, da ripensamenti, da paure. Le solite. Le mie.
Ho fatto un altro set, domenica. Ed è stato bello. Riprendere la mia macchinetta e inventarmi qualcosa. Le luci, le pose, gli sguardi, i vestiti. E' tutto magico quando scatto le fotografie. E mi accorgo di quante lacune ho. Di come vorrei riempirle per dare davvero il meglio di me. A volte l'inventiva ed il talento non basta. Ci vuole perfezione, ci vuole desiderio di imparare, ci vogliono nozioni. Ed io lo so. Temporeggio ma arriverà il mio tempo di seguire un corso come dio comanda. Di fare altri passi, per poter poi dire che sono "brava". In ogni caso le foto fatte mi danno ampia soddisfazione! Sia per come le ho fatte (ricordo la fretta, la rapidità, il non senso a volte) che per la compagnia. E' stato un pomeriggio di frivola simpatia. Con due amiche, in primis. Mi sono accorta di come, quando scatto, divento antipatica! Do ordini, mi arrabbio, perdo la pazienza... forse perchè vorrei che fosse tutto plastico, fermo, immobile, statico. Come una fotografia. Ma poi voglio umanità, voglio sensualità, voglio colore. Non si può avere tutto, me ne rendo conto, per questo so di essere esigente in maniera spropositata. Per fortuna ho acquisito una pazienza, negli anni, che non pensavo di poter avere. Ma in tutto. Nel lavoro, con la gente, con gli amici. Una comprensione che ho tirato fuori solo ora. Alla luce dei fatti avvenuti. A che pro arrabbiarsi? Tentare di farsi comprendere a tutti i costi. Non è così necessario, del resto. Sono un esserino complicato ma così dannatamente semplice da non aver bisogno di traduzioni. Chi non capisce è perchè non lo vuole davvero. Per questo non mi ci accanisco più. Come vuoi. Senza problemi. E vado avanti. E lo faccio scattando delle foto, all'occorrenza. Perchè sono il mio antistress. Perchè riesco a far uscire una me che mi piace, tanto.
Questo periodo è infatti predominato dallo stress. Sono stanca all'inverosimile. Lo sono fisicamente, in primis, e poi mentalmente. Oggi è il mio ultimo giorno e poi ferie per due settimane. Ci voleva. Ne avevo un bisogno assoluto. Per capire tante cose. Per riposare e per realizzare qualcosa. Anche dentro di me. In base a tutto ciò che ho scritto qui sopra, direi che ce vò o no? Ci sono tanti punti interrogativi nel mio presente. Ma tante risposte già pronte a formarsi nella mia testa. Tante certezze e tante conferme. Arriva tutto quando meno te lo aspetti. Anche in periodo di grande stanchezza come ora. Non mi era mai capitato di sentirmi così, pesante, distratta, incostante. Ma è tutto dovuto al mio stato emotivo alterato. Ho necessità di fermarmi un attimo. Da settembre non mi sono ancora decisa a farlo realmente. Vuoi per i miei dannati problemi col sonno (la vicina non smette di spaccarmi i maroni), l'ansia, il lavoro frenetico e continuo, i soldi che vanno e le tante (e troppe) cose che voglio realizzare. Calma Miz, calma. Tutto poco alla volta. Non strafare. Ma io sono così, tutto e subito. Non si può fare, datti una regolata! Quindi attendo stasera per chiudere nell'armadio, almeno per un pò, tutte le mie pare. Raccolgo ora i frutti di questi mesi. Voglio capire. E nel capire voglio proseguire.
"E come un bimbo appena nato cerca il mondo Io cerco il bene che ho perduto e sto piangendo
L'inchiostro nero è diventato il verde mare Da quando so che non potrai più ritornare
Ascolto "northern star" delle Hole e penso ad Ambra, che me la fece ricordare, tempo fa. Ora lei sta in Costa Rica e non la vedrò che a metà febbraio. Mi manca, eccome se mi manca. Mi sento soffocare senza poterle dire tutto, quel che penso, che mi spaventa, che mi elettrizza. Perchè siamo così, io e lei, piene di cose da dire. Così la voce stonata di Courtney mi rilassa. Trovo che questa sia una canzone straordinaria, per tanti versi. Mi vengono i brividi ogni volta che la sento. E oggi c'è il sole. Il sole d'inverno è così bello, così tiepido. Che quando cammino per andare a lavorare mi piace sentirlo addosso quando passo dalle zone d'ombra alla sua labile carezza. Mi fa sentire coccolata, riverita, protetta. Ma è solo un attimo. Così com'è un attimo quello che sento, ogni volta, che conosco qualcuno. Mi entusiasmo e poi mi spengo. Ho perso tanto, o forse no. Ma così continuando farò terra bruciata. Che sia un bene? Che debba smettere di pensare che sia stupida? Che magari sono le scelte giuste? Non riesco a guardarmi alle spalle, un pò per codardia, un pò perchè sono stanca, davvero. Ho voglia di dormire. Dormire con gli occhi aperti. Sognare. Pensare a me lontana, dimentica di tutto quanto. E appena prendo ste benedette ferie potrò farlo: scappare. Come fuggo sempre, ultimamente. Desideri su di me ed io che li rifiuto. Non mi va. Non mi toccare. Perchè brucia. Perchè fa male. Sono giorni strani. Mi rifugio nella vita di Eva, il mio romanzo, la mia invenzione. Non ho vissuto niente di quel che ha vissuto lei. Ma non so perchè mi sento vicina. La guardo a due metri di distanza, la seguo, l'ascolto. Sono la sua ombra. Di una vita che non mi appartiene. Io così diversa, io l'opposto.
And I cry and no one can hear
Inhale the blinded eyes that see
The chaos bring the pitiful to me
Even though I'm wide awake
I will in blackest night
And I wait for you
It's cold in here, there's no one left
And I wait for you
And nothing stops it happening
And I knew I'd cherish all my misery alone
Ieri sera sono andata al giapponese con Kam e Manu. E sono stata bene, potevo forse metterlo in dubbio? Che quasi mi viene da ridere, forte. Mai stata così bene con le amiche. Io che senza un cazzo di uomo non so stare. Ma perchè? Che bisogno ne ho? Oggi, solo oggi, mi accorgo che qualcosa è davvero mutato ed in bene. Stare così, nel piccolo della mia esistenza mi fa stare bene. Forse un pò spaventata, ma bene. E' stata una serata piacevole, è corsa via in un batter d'occhio. E vorrei riviverla. E la rivivrò. Magari annegata da alcol e da confusione. Perchè mi manca la vita mondana, il casino, il perdersi sconsideratamente nel niente e nel tutto. Forse chissà... capiterà presto. Perchè sento il bisogno di smettere con questi pensieri. E questi sogni notturni che mi uccidono. Di recente Morfeo mi ha regalato attimi di sconforto. Tutto finto, ok, ma che dolore. Mi sono svegliata con le lacrime agli occhi. Ma perchè ancora mi appare? Perchè non se ne va? Perchè la mia mente decide di ferirmi, insistentemente, ogni volta che penso che sia davvero finita? Non c'è. Ma davvero non c'è. Dunque, perchè? E guardo intorno a me, ora. Vedo luce, vedo colori, vedo consistenza ma vorrei urlare. Sono stanca morta di addormentarmi e temere di sentire ancora quelle parole, di vedere ancora quegli occhi che non conosco.
And I wait staring at the northern star
I'm afraid it won't lead me anywhere
He's so cold he will ruin the world tonight
All the angels kneel into the northern lights
Kneel into the frozen lights
And they paid, I cry and cry for you
Ghosts that haunt you with their sorrow
I cried 'cause you were doomed
Praying to the wound that swallows all that's cold and cruel
Can you see the trees, charity and gratitude?
They run to the pines
It's black in here, blot out the sun and run to the pines
Our misery runs wild and free
And I knew the fire and the ashes of his grace
Giornate che scorrono come fotogrammi. Sono giorni che penso. Poi smetto. Perchè non ne ho voglia. Come tutto del resto assume valore e poi lo perde. Non ho niente tra le mani. Niente oltre famiglia, amicizie e lavoro. E dici poco, penserete. Oh beh. E' una vita che ho questo. C'è a chi manca e me ne dispiace. Ma nel nostro microcosmo i problemi sono immensi. Il valore che se ne da è sempre differente. E fa incazzare, lo so. Fortunata? Mah, diciamo di si. Ieri mio padre è stato investito e se l'è cavata con un leggero trauma cranico e una botta, oltre che lo spavento. Io ero a cena fuori mentre mia madre l'assisteva in ospedale. In attesa di una lastra che non arrivava mai. E io ridevo, bevevo sakè, mangiavo. Poi nel cuore della notte arrivano, io li saluto, mio padre va a letto, è stanco morto. E stamani? Piangevo. Si, a scoppio ritardato. Perchè mi sono domandata: e se gli fosse andata peggio? E se ora non fosse qui con noi? E se ieri gli fosse sucecsso qualcosa in ospedale? Quale sarebbe stata l'ultima cosa di me che ha sentito o visto? Mi sono sentita male. Oggi ci sei, con uno schiocco di dita scompari per sempre. Che tristezza, vero? Argomenti del cazzo. Lo so. Eppure è quello che ho provato oggi. E sento ancora il respiro irregolare. E' tutto un gran casino. Così canto.
And I wait staring at the northern star
I'm afraid it won't lead you very far
He's so cold he will win the world tonight
All the angels kneel into the frozen lights
Feel their hearts, they're cold and white
And I want you
And blessed are the broken
And I beg you
No loneliness, no misery is worth you
Oh, tear his heart out
Cold as ice, it's mine
Parlando con uno sconosciuto, notti fa, si pensava al tremore di un bacio. A come un gesto così apparentemente piccolo possa scuoterti completamente. A voi non capita mai? A me succedeva spesso. E oggi? Boh, oggi nemmeno il pensiero mi fa effetto. E se accade non sento niente. Anestesia totale. Ma perchè allora il cuore batte per una scena da film commovente, o perchè mi viene la pelle d'oca con una canzone che adoro? Come questa? Perchè le urla roche di Courtney mi danno emozione? Tutto così effimero ed etereo... e niente di davvero carnale, fisico, reale. Tangibile, cazzo! Presente. Mi ritrovo a cancellare contatti in rete, a sentirmi dire che valgo poco, a vedermi dita puntate. Eh si, sono forse una che non conta un cazzo, sono un'incapace, non so dare niente. Vero, verissimo. Ora è così. Piano piano sono diventata quella che sono. Ma non datemi dell'egoista... non penso nemmeno tanto a me stessa, sapete? Mi dimentico di parlarmi, di volermi bene, di ricordarmi che ci sono. Vivo e basta. Vado avanti. Senza pianificare, senza capire cosa voglio, senza chiedermelo più. Tanto non arrivo a niente, ora. Non ho equilibrio, sto sul filo da un pezzo. E vacillo. No, non so dare amore, non so dare sostegno né affetto. Non ce la faccio. Perdonatemi. Le persone che ci tengono o ci tenevano, perdonatemi. Perchè oggi non so fare altro che esistere. Sono milioni di parole, vero. Per ora ho queste e le sfrutto. Fanno stare meglio me. E, se permettete, per ora voglio pensare a me, riuscire a trovare una direzione per poter dare qualcosa anche a chi lo merita. Frase scontata? Ci sta... ma se non mi credete... stigrandicazzi :)
And I wait praying to the northern star
I'm afraid it won't lead you anywhere
He's so cold raining on the world tonight
All the angels kneeling to the northern lights
And I pray begging to the northern star
I'm afraid it won't lead you anywhere
He's so cold he will rule the world tonight
All the angels kneeling to the northern lights
Kneeling to the frozen lights
Feel their hearts, they're cold as ice
Non ho mai scritto tanto come in questo periodo. Che la depressione post natalizia alimenti il mio spirito? O che semplicemente non abbia un beato cazzo da pensare o da fare in questi giorni? Bah, poco importa. Ho appena lavato i capelli che ormai non hanno forma né sostanza. Sono un amasso di spaghetti ribelli e non faccio altro che scaricare nero ogni volta. Presto dovrò ricorrere al mostro del parrucchiere (che odio fortemente, non lui porello, ma il fatto di doverci andare) per risistemare la chioma anche se, a dirla tutta, mi sono già strarotta la ciolla. Chissà che mi combino la prossima volta? E ora sono qui, davanti al pc, con la sola mia tastiera e un mollettone in testa a mò di nerd sfigata. Aspetto di mangiare, più tardi, e poi di attaccare il turno, e ancora chiusura per me. Inutile dire che me ne starei a casa dato che piove pure, insomma giornatina allegra per me. Che dire? Apatia. Stanotte ho faticato ad addormentarmi, dopo giorni di rilassamento dove tutto si stava rimettendo in ordine. Dormivo serenamente e i vicini sembrano aver trovato pace (sembra, occhio!). Mi sono svegliata un paio di volte che sarà passata tipo mezzora. E' stata un calvario questa notte. Ho pisciato l'impossibile, penso che il cesso diventerà la mia prossima camera da letto. Sempre così, quando non riesco a dormire vado di pipì a non finire. Per il resto sto facendo una cura ricostituente, mi han dato della roba da atleti, per riprendere il tono muscolare, dato il lavoro che faccio. Per il resto melissa la sera (con tisanina o camomilla) e tanti tanti bei pensieri. Ma quali pensieri posso avere, io, in questo periodo? Me lo dite voi? L'unica cosa che riesco a fare è viaggiare indietro nel tempo, a quando ancora non mi preoccupavo per niente, quando tutto era colorato. Beh, sorrido. Così il risveglio, stamattina, non è stato terribile nonostante tutto. Perchè ho acceso lo stereo con Carmen Consoli, ho ascoltato "sulle rive di Morfeo" (guarda un pò che caso!) e mi sono sentita sospesa. Perchè è così che sono ora. Su una nuvola a guardare in basso, tutto e tutti. Mi sento inaffidabile. Mi sento una stronza. Mi sento arida. Perchè? Perchè non aspetto più di dare una chance. Perchè non permetto a nessuno di entrare troppo a fondo nella mia vita, scappo. Perchè sento di non avere la forza necessaria per dare realmente qualcosa di bello. Negativa. Ecco come mi sento. Oggi ci sono, domani non si sa. Oggi mi piace una cosa, domani mi ha stancato. Per fortuna non è così per le persone. Non sono ancora diventata un mostro. E spero di non diventarlo mai. Ma mi sono accorta, in questi ultimi tempi, di come le esperienze vissute, per quanto labili ed inconsistenti, mi hanno reso fredda. Non sento più il dovere di dare delle spiegazioni, non più del dovuto. Se mi ferisci io ti saluto. E se non mi aggrada un comportamento non do ulteriori avvisi. Non sono io questa qua! Non sono mai stata così. Così mi dispiaccio, magari ci penso, mi arrovello, mi scende una lacrimuccia ma poi, al mattino, mi stiro dopo una dormita (per l'appunto) e tutto ricomincia. Possibile non ricordare che non c'è qualcosa che vivevi assiduamente? Possibile non accorgersi che manca un tassello? Ed è così da mesi. Per dio! Non credo di sopportarmi ancora per molto. Sola per scelta, ormai devo ammetterlo. Non è semplice per me accettarlo ma temo sia così. Ho paura. Si, paura di me stessa, di affrontare qualsiasi rapporto. Paura e basta.
Piove a dirotto, ora. Prima era una pioggerellina fine, priva di consistenza. Ora annega la città. Mi sento vuota. Orredamente ma pacificamente vuota. Nessuna emozione, nessuna sensazione degna di nota, niente di niente. Solo io, il ticchettio dei tasti e la pioggia. Oltre a Carmen, si intende. Questo sottofondo labile, lontano, di una voce che accompagna i miei pensieri. E farò serata al lavoro, senza pensare ulteriormente. Forse è un bene. Non lo so. La sera arriva rapida, ogni giorno. Sprofondo nel buio quando esco dalle luci al neon del negozio. E mi accoglie una metropolitana affollata, nonostante l'ora e il freddo. E mi domando "ma non hanno una casa? Una famiglia? Qualcuno che li aspetta?". Questi reduci della Milano caotica e frenetica. Stressata, questo sono. E vorrei piangere. Ultimamente non ci riesco. Così mi ritrovo, a volte, con un mp3 nell'orecchio che mi ricorda tempi andati e mi si bagnano le ciglia. Incoerente, lo so. Sono questo e tanto altro. Mi manca parlare, parlare, parlare a lungo con qualcuno. Ma qualcuno che mi conosce davvero. Ma sorrido durante una cena con la Kam. Mi sento bene con lei. E ritrovo nelle piccole cose un piacere inaudito. Questa è la me che emerge, di tanto in tanto. Dalla stanchezza e dalla spossatezza. Da tutto ciò che di nero e profondo mi assale. Questa è la me che sa apprezzare e godere. Ma dura così poco... da sembrare effimera. Mangio poco, poi mangio tanto. Rido, grido, inorridisco. Poi leggo Almudena, da mesi ormai, a spizzichi e bocconi. Non riesco a finire un libro e non riesco a decidermi a scrivere il mio. Il diario è desolato. La mia Canon si lamenta. Così organizzo uno shooting per non pensare alla me che sta scemando. E mi rallegra il fatto di non aver perso almeno una passione. E in aggiunta domani sera si va a bere fuori, io, la Marti e Ambra. Noi tre donnine pazze alle prese con un mojito, un cuba pestato... e? Chissà Ambra che prenderà? Ma non importa perchè uscendo da lì saremo dimentiche di ogni responsabilità e preoccupazione. Devo fare, devo dire, devo finire. Ma no... ma perchè? Siamo solo noi e l'alcol. Da stordimento, da non porsi domande. Chissà se ancora ci cercherà il mondo? E se questa volta sentiremo i cellulari suonare? Esco da lavoro e corro a casa a cambiarmi. Non avrò fiato ma sono contenta. Di uscire, di prendere aria, di non inabissarmi nel niente.
model » Miz | photo » Miz
Mi guardo in una fotografia e mi trovo adulta. Si. Uno sguardo malinconico, una leggera patina di tristezza sugli occhi. La pioggia sul cuore. Si, mi guardo e mi ritrovo invecchiata di botto. Non più sbarazzina come so apparire, ma la vera Miz che non sa cosa vuole. Quella che ho descritto prima, su una nuvoletta ad attendere. Che qualcuno laggiù alzi la testa e si accorga che ci sono. Tutto sommato. E vorrei scendere e rendermi conto che è stato tutto un attimo, questo periodo di merda. E che è tempo per me di tornare a sorridere, ma davvero, sinceramente, con tutta me stessa. E non questa facciata di serenità che non esiste. O meglio, va e viene e viene e va. In continuazione, a random. Aspetto allora che smetta di piovere. Su queste benedette rive di Morfeo.
Si è già detto tanto
e non possono audaci parole nutrire illusioni
e l’inverno che bussa alla porta
l’ospite reduce da un lungo viaggio
sguardi famelici implorano un piccolo assaggio di vita altrui
Prima dell’alba potrebbero sorprenderci
rapiti da un sogno dove nitide acque divorano i nostri passi sulle rive di Morfeo
ci stanno accerchiando ed avanzano con passo accorto come belve in agguato
Fuggi Romeo il tempo è tiranno
non è d’usignolo ma di allodola il canto
sguardi voraci si avventano
sul fiero pasto senza decenza
Prima dell’alba potrebbero sorprenderci
rapiti da un sogno dove nitide acque divorano i nostri passi
Prima dell’alba potrebbero sorprenderci
rapiti da un sogno dove nitide acque divorano i nostri passi
sulle rive di Morfeo
E' sempre stato il mio rimedio, la mia cura, la terapia. Scrivere. Così anche questa volta ci provo. So già che chi leggerà questo scritto penserà di me che sono pessimista e deprimente ma scrivo solo (e spesso) quando non sto bene. Che dire di questo periodo? Di questo inizio anno? Una merda. Perchè? Cominciando dal natale che mi ha messo addosso tristezza e malinconia. Cominciano i malesseri, lo stress, la stanchezza. Faccio esami e risulta tutto ok. Poi però mi sento sempre a pezzi e dormo male. O non dormo affatto. Ci si mette anche la vicina malata a rendermi il tutto più difficile, urlando ore ed ore di notte, impedendomi di rilassarmi e facendomi alzare il tasso di nervoso a 1000. Così che, oltre a dormire male, sono anche stremata dall'isteria. Così oggi, dopo una notte disperata e una giornata all'insegna del pianto, sono qui a chiedermi: perchè tutto questo? Perchè enfatizzo e associo tutto (ma proprio tutto) quel che mi accade (anche di umano e possibile) ad un problema patologico? Perchè me lo trascino? Perchè non posso mai, dico mai, darmi una tregua? So che passerà, come tutti i miei periodi neri, ma stavolta si aggiunge una responsabilità che non voglio giocarmi: il lavoro. Stavo trovando un equilibrio, stavo cercando di dare un senso alle mie giornate. Ora lavoro con la spossatezza addosso e con fatica. Ogni cosa, anche la più banale, come uscire a mangiare qualcosa, mi sembra un ostacolo insormontabile. Sono esausta. Nel corpo e nella mente. Vorrei addormentarmi per 12 ore di fila e riprendermi. Vorrei sognare. Vorrei sentirmi come prima, libera dal fardello dei brutti pensieri e godermi ogni cosa nel momento in cui la vivo. Senza per forza pensare: arriverà sera e sarai a pezzi. Come sono complicata, io. Come mi rendo la vita un inferno, se mi ci metto. Nessuno, oltre me, è in grado di farmi del male in questo modo. In qualche modo doveva spurgare il mio malessere e ha colpito l'unica cosa che non mi ha mai dato problemi: il sonno. Ora mi giro nel letto contando i minuti, con una stanchezza che supera la soglia, con gli occhi che bruciano e il sonno che mi uccide. Ma niente, qualcosa mi tiene in veglia, cosa non lo so e devo capirlo... lentamente, stando con me, parlando con me. E scrivendo. Le notti mi fanno paura, ora come ora. Spengo la luce, appoggio la testa al cuscino e il cuore inizia a battere forte. Maledetto sonno, prendimi! Ecco cosa vorrei urlare. A volte ci riesco, a volte no. A dirla tutta sono più le volte che mi addormento. Come capodanno. Sereno, piacevole, con gli amici. Una cena, le risate. E tornando a casa trovare la pace e dormire. E poi? Poi il giorno dopo sembra tutto ricominciare. E' così da un mese. E' così che vado avanti fingendo che va tutto bene. Ma sono stressata, questo è poco ma sicuro. Ogni cosa la vedo enorme. Così bevo tisane, prendo valeriana, melissa, latte caldo, leggo, mi tiro martellate in testa. Ogni rimedio è buono. E questo per ogni problema, sempre, da sempre. Mi faccio schifo da quanto sono meticolosa e paranoica. Ma è parte di me, sono fatta così, sono fatta male ma non so come rimediare. Molti possono sparare consigli a raffica sul "capita anche a me" oppure "dovresti fare così". Ma siamo individui differenti, tutti diversi. Niente è universale o standard. Questo a volte è un bene, altre un male. Basterebbe seguire uno di questi consigli e tutto sarebbe facile. Niente da fare. Devo sopportare il momentaccio e attendere che passi. Sforzarmi di ridurlo il più possibile, cercare di essere ottimista. Ma non è mai stata una mia grande dote, quella. Ora guardo il monitor bianco e mi si incrociano gli occhi. Vai a letto, stacca la spina, direbbero molti. Ma oggi è stata una giornata dura. Niente lavoro in quanto non servivo (e menomale, dato che manco mi reggevo). A letto provo a dormire, nada. Guardo "marie antoinette" in dvd ma mi gira la capa. Bevo una tisana alla menta ma mi viene da vomitare. Cerco conforto al telefono ma ho la scheda a zero. Uso il cellulare di mia madre ma giustamente non ne è contenta. Piango e mi dispero ma peggioro solo la situazione. Oh ma poi ci si domanda com'è che non ho il ragazzo! Ma chi mi vuole? Isterica, complicata, paranoica, ipocondriaca e ora anche insonne e stressata. Alè! Trovare marito sarà una passeggiata eh?
Questo post non è altro che Miz che frigna. Non ci saranno risvolti. Nè secondi paragrafi. Solo una me che non ce la può fare. Sono esaurita ragazzi, ma esaurita davvero. Il 2008 doveva cominciare diversamente, invece sono rimasta fottuta. Addio 2007, anno di grandi dolori e perdite. E benvenuto 2008, anno di buon auspicio e serenità. Ma vaffanculo sul serio ora! E vaffanculo tutti quelli che mi hanno preso in giro, che non hanno dato peso alla mia sensibilità, che si sono dimenticati di fare le persone adulte, di dire quel che andava detto, di fare quel che andava fatto. Vaffanculo a chi ha lasciato che facessi tutto io, a chi non ha avuto i coglioni di lasciarmi andare, a chi non ha capito niente di me e che di me ha solo succhiato linfa vitale. Vaffanculo alle mie paure, alle mie pare, a tutto il mio voler amare per forza, incondizionatamente. Alla mia innata fiducia verso il prossimo, alle mie fottute aspettative. Si, vaffanculo a me che se non sto male non sono contenta.
PICCOLA GUIDA AL MOTORE DI RICERCA VOLUME 16
come cercare Miz in rete con Google
possibili chiavi di ricerca:
200. sono stata strusciata in autobus (io non c'ero!)
201. mutande pazze (si in realtà potrei comprarne di meglio...)
202. mami culo grande (dici a me?) 203. scopate nei parcheggi auchan (oh ma in sto auchan succede di tutto!) 204. strusciare culi di donne (meglio precisare il sesso eh?) 205. confessioni di pipì a letto (sarebbe fantastico come titolo di un romanzo) 206. 150 pompini (oddio povera mascella!) 207. perizoma in evidenza (che strana cosa...) 208. mi sego spiando mia madre (mai pensato ad un ansiolitico?) 209. metti un frasone senza senso pieno di parole difficili (e arriverai a Miz!) 210. misura giusta calze contenitive(terza cento denariiiiiiiii) 211. sbubba per me (egoista) 212. costruire fallo in lattice (ci metti meno a comprarlo) 213. porca troia (e trovano me!)
E' la vigilia di Natale. Che non sento assolutamente, se non fosse che so, da ora, che mangerò come una scrofa in sti due giorni, e vaffanculo dieta. Così come vaffanculo a chi dice che a Natale si è tutti più buoni. Ma sti grandi cazzi, aggiungerei. Sono stata ieri e oggi in giro a fare spesucce per regali et similia. Vuoto. Nel senso che non c'era nessuno, pochissime le persone che affollavano le strade, la metropolitana e i miei coglioni. Stupita ho camminato senza driblare, senza prendermi gomiti in bocca, senza bestemmie e auguri eccitati dalla gente. Insomma, è stato bello! Così ho preso un sacco di regali per la sottoscritta (abbigliamento rulez, da quando ci lavoro mi so vestire) e pochissimi per gli altri, ovvero mamma, papà e sorella. St'anno sono tirata, pochi soldi. E per fortuna nessun fidanzato, che quello m'è sempre costato troppo negli anni. Perchè? Perchè sono esagerata io, non mi so contenere, quando devo fare un regalo compro il meglio e mi prosciugo le vene. Ma solo per il fidanzato, ovviamente. Psicologia di merda, lo so, ma sono fatta male. Però potrei dire "ero fatta male", in quanto, al prossimo malcapitato, col cazzo che faccio i regali! Scordatilli amore mio, chiunque tu sia! Bene, così oggi sono uscita sola, con il freddo polare di st'inverno, musica a palla negli auricolari, guantini e tanta pazienza. Ho cercato e trovato ciò che volevo. Ed è sempre stupendo andare in giro da sola, a volte mi dimentico di come sto bene con me. Nessuno che ti pressa, che ti fa fretta, che ti dice "no questo no dai" o altro. Sei tu e basta. E capita così raramente che ne ho voglia... Purtroppo niente libreria, sto giro, avevo giusto due tre cose da prendere e poi a casa, che congelavo. E stasera? Cenone? Macchè! Come gli ultimi natali della mia vita, a casa coi genitori, soli, a mangiare le mie cosine pesate e tristi. E domani sarà uguale, con la differenza che mangerò di più. Santo Stefano invece arriva la sorella, e viene anche Ambretta, questo mi rende felice. Una giornata diversa, coi propri affetti. Eh... mi rammarico solo di non aver altre persone al mio fianco in questi giorni, ma si sa, tante cose da fare, troppe persone da accontantare. Comprendo... ma mi dispiace lo stesso.
Chi vorrei? Beh un gran figo che mi passi lo spumante, a capodanno. Invece penso di non fare niente. A meno che Ambra non trova la mitica soluzione. A quel punto potrò perlomeno uscire di casa (oltre che di regione) e non passare l'ultimo dell'anno da sfigata a casa a brindare sola! Già lavoro fino alle 17 e non dico quanto sono felice. E se davvero va in porto quel che pensiamo devo anche fare in fretta. Niente vestito però, nonostante me lo sia comprato apposta. E che me lo metto a fare? Quanto vorrei il gran figo sopra menzionato che mi spara lo champagne sulla pelle e mi lava da capo a piedi. E poi mi lecca fino all'ultimo capello... eh... sogni che non si avvereranno! Che devo fare se ultimamente ho un bisogno spasmodico di affetto? Che poi, sarà davvero quello che voglio? Non ne sono tanto sicura. Mi sento così raffreddata dentro, negli ultimi periodi, da non credere veramente di volere qualcuno in particolare. Mi destreggio abilmente da un fiore all'altro, senza accorgermi di non cavare un ragno dal buco. Mi distendo su pensieri arditi e soffici, ma confusamente, più persone, attirano la mia mente. Non so più cosa fare, né cosa concludere. Dove devo andare? Quale la direzione giusta? Ce ne sarebbe sicuramente una ma non è quella che arriva a me. Nel senso che il sentiero termina dove il suo non continua. Lo so, è tutto confuso ma è nel mio cervello che c'è traffico. Non posso farci nulla. Attendo. Ma so che è tempo sprecato. A me non va più di perdere. Per questo voglio essere una presa per il culo vivente. Non credetemi, io non sono reale. Non voglio dare amore. Non voglio dare passione. Perchè so che non è ricambiata. Sono solo una stella brillante. Ma sai quante ne trovi? Per questo mollo definitivamente il colpo. Perlomeno, ora non penso più unicamente a Lui. Ora penso a tutti coloro che hanno una risorsa da concedermi. Ne prendo tante. E mi costruisco un ideale. Fico no!? Una specie di puzzle. Conoscenza, sapore, nozioni, carezze, saliva, accordi, pensieri. Il tutto come lego. E' questo il regalo più bello.
Il lavoro procede. Sono spesso stanca, nel corpo e nella mente, ma mi sto abituando. Mi viene male al pensiero dei saldi. Non so se ne uscirò indenne! Ma una cosa è certa, devo comprarmi un sacco di roba dato che avrò anche la tessera dipendenti... ed era ora!!! Ho un pò di propostine mondane da vagliare. Una giornata di shopping e non con un amico col quale non parlavo da mesi. E mi va di rivederlo perchè siamo ancora in sospeso. Eccheccazzo! Va fatto, per forza. Devo andare in un locale il 28 a vedere il gruppo del ragazzo di Marti suonare. E lavoro fino alle 21 quel giorno, non ho un passaggio e devo farcela lo stesso, ho troppe cose da vedere e constatare. E poi ho il giappo con Kam, che non vedo da un pò e non ci parlo da altrettanto. Ho voglia di tante cose. Ho voglia di parlare con Ambra. Ho voglia di vedere la piccola Seyna (figlia di Bà) nata da poco. Ho voglia di passare del tempo con me, ancora. E soprattutto ho voglia di perdere questi maledetti tre chili che mi dividono dal traguardo. Sono di nuovo sotto i 55! Sono un pò fisarmonica, ne convengo, ma chissà che stavolta regga! E poi che dire? Ho freddo, si. Un freddo mai avuto prima. Io con le calze in casa non s'è mai visto... e poi? Sotto il piumone batto i denti. Eh... una borsa di acqua calda e le babbucce. Gran bella cosa. Comunque non posso aggiungere altro che mi piace fare l'aperitivo col mojito. Si si, proprio così! Buon natale a tutti e vaffanculo!